1/50 Conrad Camion Mercedes porta Silos di Flavio Vanetti

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1/43 Peako #4307YE Mclaren MP4-12C Volcano Yellow with Standard wheelUna notizia giunge dagli Usa e il Cun, Centro Ufologico Nazionale, l’ha diffusa con un comunicato stampa. Si tratta di questo: la Us Navy ha dichiarato come autentici i video “FLIR1”, “GIMBAL” e “GOFAST. Furono presentati a Roma il 27 ottobre 2018 da Luis Elizondo, ex funzionario dell’Intelligence statunitense e oggi direttore del programma speciale di TTSA (To The Stars Academy), ma originariamente furono resi pubblici dal New York Times a partire da dicembre 2017. Come noto, documentano gli incontri ravvicinati tra F18 della portaerei Nimitz e oggetti non identificati. Secondo il sito web della TTSA, le clip rappresentano “… la prima prova ufficiale rilasciata dal governo degli Stati Uniti che può essere legittimamente designata come credibile, autentica conferma che i fenomeni aerei non identificati (Uap) sono reali”. La posizione  della Marina adesso conferma queste affermazioni. “La Marina degli Stati Uniti indica come genuine manifestazioni del fenomeno Uap gli oggetti presenti in questi tre video”, ha dichiarato Joseph Gradisher, portavoce del Deputy Chief of Naval Operations for Information Warfare. Non solo, ha aggiunto questa frase: “Poiché ci sono incursioni frequenti sopra i nostri campi di addestramento e sono un pericolo per aviatori e operazioni, ora incoraggiamo i piloti a denunciare gli avvistamenti”. Ecco la riflessione del Cun: “Quest’ultima ma importantissima dichiarazione ci auguriamo possa sciogliere l’annoso tabù dei piloti di altre nazioni o di compagnie aeree civili, che in caso di avvistamenti di Uap/Ufo non stilavano quasi mai tali rapporti per evitare sanzioni, deferimenti e discriminazioni da parte delle autorità competenti”. Il mio commento? E’ di sicuro un atto che fissa uno zoccolo duro: almeno non siamo in presenza di filmati “farlocchi” di bassa tacca. Ma dal mio punto di vista continua a mancare il tassello più importante, quello che nemmeno Elizondo ha saputo (o voluto) indicare sia negli Stati Uniti sia nella visita romana: questi oggetti che cosa sono e da dove provengono? Giungono dal cosmo o da dimensioni parallele? Oppure sono il frutto di esperimenti top secret che sfruttano tecnologie? Non dispero che un giorno ce lo spieghino.1/43 Peako Honda Civic FK2 TRC Race Test Car JAC 2017 Yellow Ltd 30 pcs WTCC

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Suggerimento interessante da parte di un nostro lettore: affrontare il discorso economico che c’è attorno al cosmo. Lo spunto? Le idee di Cobol Pongide, che con il suo “Marte oltre Marte – L’era del capitalismo multiplanetario” fa una analisi/riflessione piuttosto arguta. Ad esempio: gli investimenti nello spazio di miliardari quali Elon Musk e Jeff Bezos hanno sì la valenza della ricerca della vita aliena, ma accarezzano pure l’ipotesi di “formare” civiltà umane su Marte che lavorerebbero per estrarre materiali rari anche da asteroidi al largo di Giove. E poi: “La posta in palio –  ripete continuamente Pongide – è l’elaborazione di un modello di business che garantisca il futuro alla società capitalistica così come è accaduto nell’ economia di Rete tra la fine del ventesimo secolo e l’inizio del nuovo millennio”. In un ardito parallelo, Pongide sostiene che anche allora il capitalismo aveva perso la sua spinta propulsiva e che la possibilità di una sua implosione era più che realistica. Il modello di business maturato nella Rete lo ha salvato dal fallimento. All’ epoca si trattava di gettare il cuore oltre l’ostacolo dello shock petrolifero del 1973 e della Guerra Fredda per immaginare un futuro nel momento in cui tutto lasciava presagire il crollo della società capitalistica. E se negli anni 90, l’ancora di salvataggio è arrivata da Internet, attualmente la possibilità di rivitalizzare un sistema economico che ha imboccato il piano inclinato del declino potrebbe essere cercata nella colonizzazione dello spazio attraverso la convergenza tra capitali privati e organismi governativi. La parte più interessante del volume è quella relativa ai progetti di ricerca scientifica sui nuovi materiali, prefigurando un circolo virtuoso di investimenti pubblici e privati finalizzati a produrre innovazione tecnologica e l’apertura di nuovi settori produttivi e mercati. Se avete voglia di approfondire, c’è questo articolo pubblicato dal Manifesto. Il link è 1/43 PORSCHE 935 K3 #41 WINNER LeMans 1979 by SPARK: è necessaria la registrazione, ma c’è modo di accedere usando ad esempio il proprio account Facebook.1/43 Provence Moulage Norev Peugeot Concept SR1 Salon de Geneve 2010 diecast

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Prima di tutto, un avviso ai naviganti (del blog). Per un paio di settimane fermo le macchine, a livello di nuovi post, perché me ne vado in ferie in Africa, tra i parchi e i deserti della Namibia. Potrò al massimo aggiornare i vostri commenti, che dunque potrete tranquillamente continuare a mandare (se non avrete di meglio da fare). Però ho deciso di lasciarvi una sorta di compito delle vacanze (mie), prendendo spunto da una delle tante serie che su Sky, vuoi sotto il marchio di Discovery Channel, vuoi sotto quello di History Channel, trattano la materia ufologico-aliena. Ecco, in una di queste puntate si parlava del Moscovio, alias Ununpentium, l’elemento 115 che assieme ad altri transuranici è stato aggiunto non molto tempo fa (era il 2015, se non ricordo male) alla tavola periodica di Mendeleev. Il Moscovio ha una valenza per noi particolare perché a questo elemento ha fatto sempre riferimento, nelle sue rivelazioni, il discusso e controverso Bob Lazar, oggi sessantenne, fisico ed ex imprenditore (è finito in bancarotta, ahilui) che ha dichiarato di aver operato nell’area 51. Lazar disse di aver lavorato ad alcuni progetti di ingegneria inversa a partire dai resti delle navicelle spaziali con cui gli Alieni erano venuti a farci visita. In particolare il suo obiettivo era indagare la natura del combustibile che rendeva possibili i viaggi interstellari. La conclusione degli studi di Lazar fu che gli Alieni per muoversi a velocità prossime a quella della luce usavano un isotopo stabile dell’elemento 115. Ma il Moscovio all’epoca non era ancora stato identificato… Ecco quindi la domanda: Lazar, a dispetto delle non poche zone d’ombra nella sua vita (tra queste una condanna penale), aveva ragione? Per contribuire al dibattito, vi allego qui il link di un articolo (autore Francesco Casadei. del Cun di Taranto) che tratta l’argomento. A risentirci a settembre fatto. (continua…)

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Sul sito di “To The Stars Academy”, ha fatto pubblicare questa foto: sarebbe un frammento riconducibile alla tecnologia e ai materiali di un Ufo. Sostiene che lo stanno esaminando a fondo (come altri, del resto: così Luis Elizondo e lui avevano detto anche nell’incontro di Roma dello scorso autunno). Che cosa si può dire? Argomento all’unisono con un amico del blog, con cui condivido questo post.  Semplicemente questo è uno dei materiali “fisici” che hanno dato inizio a tutta la vicenda di De Longe legata all’interesse per il cosmo e per la vita extraterrestre (ricordo che di “mestiere” è una celebrità della musica pop). Il problema è provare incontrovertibilmente che questi frammenti non sono di produzione terrestre. Se ci riescono, parte effettivamente una specie di “disclosure”. Ma è cosa complicata. Da quel che si vede nella foto (sembra trattarsi di un ingrandimento) siamo di fronte a un materiale metallico o di leghe multi-layer (multi-strato) con molte componenti sovrapposte di dimensioni inferiori al millimetro (non so di quanto perché se non hai una scala di riferimento è impossibile farsi un’idea). E’ roba che al momento potrebbe essere prodotta solo da certe aziende che operano in campo militare e che può essere realizzata con la tecnologia dell’addictive manufactoring (una specie di stampa 3D per materiali metallici). Ad esempio, Leonardo (azienda italianissima che opera in campo militare) è presente in questo settore di tecnologie. Però, stando a quello che scrivono nel bollettino informativo, si tratta di campioni vecchi, quindi materiale di diversi anni fa quando l’addictive manufactoring non esisteva ancora, nemmeno nell’industria militare. In più, se gli strati sono molto sottili – e questo così, a occhio, non si può stabilire – forse non siamo in grado di farlo nemmeno adesso (anche se quel tipo di tecnologia è probabilmente la strada giusta). Comunque, a meno che da eventuali analisi non risulti che c’è di mezzo qualche elemento sulla Terra sconosciuto o rarissimo, potrebbe trattarsi di rimasugli di avanzati esperimenti militari. E  così si ritornerebbe al solito discorso: forse, pur trattandosi di Ufo (o Uap che dir si voglia), non è detto che l’origine sia extraterrestre.  L’augurio, in definitiva, è che non sia un’altra porta sul baratro, per precipitare nel classico guazzabuglio mediatico che non conduce da nessuna parte.1/43 Soviet Union Russian LAZ-697E Tourist (White/red) + gift